Il nuovo video dei TSTT in anteprima su Vice/Noisey! (Mastering Online, Mix Online, Studio di Mastering)

https://noisey.vice.com/it/article/tiger-shit-tiger-tiger-weird-times-video

Noisey: Ci raccontate un pochettino la storia di “Weird Times”?
Diego: “
Weird Times” è nata con un giro molto semplice e immediato. Inizialmente sembrava un pezzo dei The Fall piu nervosi, così veloce che ad ogni curva rischiavamo di sbandare contro il guard rail. Una sera in sala prove ci è venuta l’idea malsana di rifarla quasi doom, lenta e pachidermica tanto che avevamo pensato di tenerle entrambe per la versione giapponese dell’album. Alla fine abbiamo scelto di rimetterci a lavorare dall’inizio stravolgendo totalmente il cantato e finendo con una versione che suona diversa rispetto agli inizi.

E del video, invece, che cosa ci dite?
Diego:
 La prima idea che ci è venuta in mente quando abbiamo iniziato a pensare al video era la solita giornata-tipo, di un gruppo di amici un po’ stonati che non fanno nulla dalla mattina alla sera. Qualcosa che richiamasse alla mente l’Harmony Korine piu sghembo. Alla fine iIl video è stato girato da Garrett, un videomaker di Akron, Ohio e racconta la storia di un ragazzo che sta per lasciare il quartiere in cui è nato e passa un ultima giornata con i suoi vecchi amici. Luca Benni di To Lose La Track ha gridato al miracolo solo dopo aver visto la prima scena, che da sola lasciamelo dire, vale tutto il video.

Che avete fatto negli ultimi tre anni? Dove eravate scomparsi? Questo tempo come ha influenzato il vostro nuovo album?
Nicola:
Ci siamo rinchiusi in sala prove. L’idea iniziale era quella di creare qualcosa che sviluppasse e desse continuità alle sonorità di Forever Young. Abbiamo scritto, riscritto e prodotto una quantità enorme di materiale. Alla fine è venuto fuori qualcosa che era per la maggior parte diverso da ciò che ci eravamo proposti all’inizio. Addirittura due terzi del nuovo album sono stati scritti nei tre mesi precedenti le registrazioni e un paio di pezzi sono stati assemblati direttamente in studio. È stato un percorso lungo ma siamo soddisfatti perché abbiamo avuto modo di concentrarci su noi stessi, sul nostro modo di essere e di suonare.
Giovanna: In questi tre anni abbiamo come cercato di ricominciare da zero tra di noi. Gli impegni personali di tutti, a volte, sono un ostacolo. Quindi chiudere la porta della sala prove è stato un po’ come andare in terapia, lasciarsi fuori tutto il rumore quotidiano e cazzeggiare. Con questo spirito abbiamo buttato giù tantissimo materiale. Ma solo nell’ultimo anno abbiamo dato vita a Corners. Abbiamo giocato molto con il materiale prodotto, scomponendo e componendo i brani fino alla quadratura del cerchio. Un lavoro frutto di un cammino iniziato da lontano e culminato in questo nuovo disco i cui brani sono più vicini alla forma canzone, meno lunghi e più “accessibili”, pur mantenendo il marchio di fabbrica TSTT.

Ma come fate a continuare a tornare al SXSW? È una figata? Lo potreste vedere dalle nostre parti o è impossibile pensare qualcosa di simile?
Diego: Siamo andati per la prima volta a Austin nel 2010 per promuovere un EP, Whispers, quasi per scommessa. Ricordo ancora i nostri visi delusi dieci minuti prima del nostro primo concerto. Locale vuoto, morale completamente a terra. Ci siamo fatti tre giri di whisky propiziatori. Una volta saliti sul palco, il miracolo: il locale nel giro di pochi minuti era quasi sold out. C’era addirittura gente in prima fila che cantava le canzoni del nostro primo disco. Credo che molto abbiano influito le recensioni positive sui vari blog, e il cantante dei My Morning Jacket ci aveva messo tra gli highlights del festival. Abbiamo replicato nel 2011 e poi di nuovo nel 2015, anno in cui siamo entrati in contatto con i tipi di Burger e Wiener con cui è uscita una cassetta.
Durante il festival rischi davvero di perderti, ci sono centinaia di concerti e conferenze al giorno ma le situazioni che amo di più sono quelle fuori cartellone di realtà più sotterranee dove percepisci in pieno la passione che gli americani mettono nella musica. Non credo che in Italia a livello logistico sia possibile replicare un evento del genere, a questi livelli è un festival quasi unico nato come espressione di un’intera comunità molto vicina alla scena locale. La stessa Austin è unica perché ha moltissimi locali dislocati per tutta la città. Ora che ci penso, si potrebbe pensare di fare una cosa alla Lagomorto e suonare in tutte le attività commerciali di Roma, o Milano. O perché no, Foligno.

Corners uscirà il 16 gennaio per To Lose La Track, Miacameretta e Disk Union

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